Riassunto Settimo Canto Inferno Gratis


Riassunto Settimo Canto Inferno

Il settimo canto dell'Inferno si svolge nel quarto e in parte del quinto cerchio.

Qui sono puniti gli avari ed i prodighi che sotto l'occhio vigile di Pluto spingono, in direzione contraria, grossi pesi come le onde che, provenienti da mari diversi ed in direzione opposta, si scontrano tra loro.

Le anime si rinfacciano i loro peccati e poi ripartono a spingere il grande macigno in una giostra eterna. Il peccato dell'avarizia ha, secondo Dante un significato molto esteso, esso non è inteso solo come tirchieria, ma come avidità di danaro e di potere, per cui in questo canto il poeta incontra le anime di molti uomini di chiesa che contravvengono alla loro missione religiosa e sono dominati dalla sete di danaro e di potere, la causa fondamentale dei mali della città di Firenze e del mondo.

Procedendo nel loro cammino tra le tenebre infernali Dante e Virgilio passano nel quinto cerchio dove, immersi nelle acque nere e ribollenti della palude Stige, vengono punite le anime ignude degli iracondi che si dilaniano tra loro ancora pieni di rabbia e rancore. I due poeti assistono agli scontri violenti di queste anime e dopo aver costeggiato la putrida palude arrivano ai piedi di una torre.

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