La Preistoria Riassunto Gratis


La Preistoria Riassunto

Col termine di preistoria si suole chiamare quell’epoca precedente al IV millennio a.C (quando in Mesopotamia ed in Egitto fu inventata la scrittura) che inizia con la comparsa dei primi ominidi tre o più milioni di anni fa.
La preistoria è il periodo più lungo della nostra storia ed anche il più importante perché durante il suo corso gli ominidi si sono trasformati in uomini, hanno imparato a costruire gli strumenti hanno creato un linguaggio hanno scoperto il fuoco, addomesticato animali e inventato l’agricoltura e la metallurgia.

Dagli ominidi all’uomo

Il più antico animale a noi noto simile all’uomo è l’Australopithecus africanus i cui resti trovati in Africa, risalgono a 2-3 milioni di anni fa. In tale epoca la banchisa polare avanza fino a coprire vaste zone dell’Europa e questo favorisce la capacità di camminare e di utilizzare le mani.
L’autralopiteco, alto poco più di un metro viveva in gruppi e si cibava di frutti spontanei e di caccia, sapeva costruire strumenti con la pietra.
L’australopiteco si trasforma in Homo Erectus e si diffonde dall’Africa all’Asia e poi in Homo sapiens e quindi in Homo Sapiens Sapiens che raggiungoe anche l’America settentrionale e gran parte delle terre emerse differenziandosi nelle varie razze.

Periodi della preistoria

La preistoria si suole dividere in tre grandi periodi: età della pietra o età paleolitica, media età della pietra o età mesolitica, nuova età della pietra o età neoltica.
Naturalmente il passaggio da una all’atra età non avviene contemporaneamente in ogni luogo, per cui non possiamo parlare di periodi cronologici, ma di livelli di civiltà.

L’età paleolitica

Il paleolitico si può datare dalla comparsa dell’uomo sulla terra fino al 9000 a:C circa. 
Lo sviluppo biologico va di pari passo con quello culturale e l’uomo habilis sostituisce strumenti artificiali a quelli naturali. Spaccando pietre come la selce, l’uomo faceva delle schegge taglienti per difendersi dagli animali e per costruire lance per la caccia.
L’homo erectus fa due scoperte fondamentali: la cultura bifacciale, ovvero la lavorazione delle pietre su entrambe le facce e la scoperta del fuoco che però non sapeva accendere ma solo conservare dopo averlo prelevato da incendi casuali.
Il fuoco veniva trasportato e serviva per riscaldare, illuminare e cuocere i cibi.
Sempre nel paleolitico, l’uomo affina il linguaggio in modo da indicare non solo oggetti concreti ma anche idee e concetti.
L’home erectus seppelliva i suoi morti e probabilmente praticava il cannibalismo per un significato rituale.
Solo l’homo sapiens neanderthalensis impara ad accendere il fuoco sfregando legni secchi o pietre.
L’homo sapiens sapiens introduce la tecnica detta lavelloisiana che consente di produrre oggetti differenziati.
Nel paleolitico l’ominide si fa uomo elabora una cultura e si stacca dalla pura naturalità, ma non è ancora in grado di costringere la natura col lavoro per rifornirlo di quanto gli è necessario.

L’età mesolitica

Nell’età mesoltica l’uomo inizia ad addomesticare gli animali e scopre il valore nutritivo del grano e dell’orzo che raccoglie ancora in natura.
Gli strumenti vengono muniti di manico e si diffonde l’arco che consente di cacciare gli uccelli.
Con la domesticazione l’uomo ha a sua disposizione riserve di cibo meno precarie e quindi perde il carattere nomade.

L’età neolitica

Nel neolitico gli strumenti si differenziano ulteriormente, l’allevamento diventa più ricco e numeroso e grazie alla vitra sedentaria nascono i primi villaggi.
La grande rivoluzione del neolitico è l’agricoltura, l’uomo sceglie i semi disbosca per avere più terra a disposizione e porta l’acqua dove non c’è.
L’agricoltura nasce contemporaneamente in vari paesi e consolida la sedentarietà in quanto consente l’accumulo di derrate alimentari . Nasce in conseguenza la proprietà privata e si innesca la crescita demografica.

L’età calcolitica

Costituisce il periodo finale del neolitico ed è caratterizzata dalla lavorazione dei metalli.
Dapprima l’uomo usa il rame, che viene fucinato e colato in stampi refrattari che danno la forma desiderata.
Più tardi scopre che il rame unito allo stagno si trasforma in bronzo, una lega molto più dura, che consente di creare strumenti nuovi: asce, martelli, scalpelli seghe, le cui potenzialità sono molto vaste. 

Sempre in questo periodo con la scoperta della ruota e dell’aratro, si pongono le condizioni economiche per la nascita di vere e proprie città che segnano il passaggio dalla preistoria alla storia in senso stretto.
Infatti per dirigere una società più vasta e complessa, non basta la tradizione orale e nel IV millennio nei paesi più progrediti, Egitto e Mesopotamia, le minoranze privilegiate che possono dedicarsi allo studio, inventano varie forme di scrittura.

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