Riassunto delle cause, dello svolgimento e delle conseguenze della Prima Crociata, indetta da papa Urbano II nel 1095 che intendeva rispondere con una guerra santa cristiana alla guerra santa che, da molti secoli, i musulmani conducevano contro i cristiani.
Lo scopo della Prima Crociata era quello di riscattare i luoghi che avevano visto la passione di Cristo e di restituirli ai pellegrini per portare più in alto il prestigio della Chiesa impegnata nella lunga lotta per le investiture.
Naturalmente a tali motivi di ordine religioso si aggiungevano motivi di ordine economico-politico che spinsero masse di miserabili a cercar fortuna in oriente e indussero piccoli e grandi feudatari a recuperare in Terra santa quei possedimenti che stavano perdendo in Europa.
Cause della Crociata
Sullo scorcio del secolo XI il mondo cristiano occidentale cerca di estendere il proprio predominio oltre che al Mediterraneo occidentale anche nel Mediterraneo orientale.
In Oriente l’Impero di Bisanzio regrediva, infatti, dopo aver perso l’Italia Meridionale conquistata dai Normanni, l’Impero dovette affrontare i Turchi Selgiucidi che, occupata Bagdad, cominciano ad espandersi nelle zone dell’Asia minore che i Bizantini avevano strappato agli Arabi.
Ad aggravare la situazione ci fu lo scisma di San Michele nel 1054 dovuto non solo all’intolleranza dei riformatori occidentali ma anche all’orgoglio del Patriarca di Costantinopoli Michele Cerulario che sosteneva la propria autorità.
Nel 1071 l’impero subisce una grave sconfitta in Armenia in conseguenza della quale i Turchi Selgiucidi dilagano nell’Asia minore fino ad occupare Nicea e la Palestina, dove assumono atteggiamenti persecutori nei confronti dei pellegrini cristiani.
Nonostante le divergenze tra occidente ed oriente, la pericolosa avanzata turca suscita gravi preoccupazioni in Occidente e già Gregorio VII pensò ad una crociata in Terra Santa per scacciare i Turchi e per evitare la definitiva caduta di Costantinopoli.
Troppo impegnato nella lotta per le investiture egli rinunciò al suo progetto.
La spedizione 1095-1099
Quando sul trono di Oriente sale Alessio I, abile diplomatico, cerca di stabilire buoni rapporti col papato e fa intravedere una possibile riunificazione della Chiesa Orientale con quella di Roma.
Gli appelli dell’imperatore non cadono nel vuoto e Urbano II, in seguito ai Concili di Piacenza e di Clermont, bandisce la crociata contro gli infedeli.
La parola del papa viene accolta da una gran massa di popolo e di cavalieri che mescolavano idealismo religioso e interessi materiali fino a formare oltre ad una spedizione militare, una vera e propria emigrazione di popolo.
La Crociata dei Pezzenti che precedette la Crociata vera e propria fu guidata da Pietro l’Eremita e Gualtiero di Passj e fu una migrazione di masse di miserabili che, attraverso la Germania meridionale, l’Austria e la penisola Balcanica giunse a Costantinopoli nell’estate del 1096 massacrando e depredando i popoli lungo il cammino.
Di qui tali masse, attraverso il Bosforo arrivano a Nicea e vengono sterminate dai Turchi Selgiucidi.
Altre alla Crociata dei Pezzenti ci fu un’atra spedizione più ordinata e compatta organizzata dai signori feudali con a capo Goffredo di Buglione, Boemondo di Taranto e Tancredi d’Altavilla, che intendeva conquistare in Oriente le terre perse in Occidente.
I vari gruppi si incontrarono a Costantinopoli nel 1097 e qui, sotto la suprema direzione di Goffredo di Buglione, attraversano il Bosforo ed espugnano Nicea, battono i Turchi a Dorileo e giungono ad Antiochia.
I Crociati però cominciano a combattere per fini personali, Tancredi d’Altavilla si procura un dominio in Cilicia, Baldovino di Fiandra, fratello di Goffredo, la contea di Edessa, e molti altri tentano di conquistare i territori circostanti.
Inoltre le crescenti difficoltà, la mancanza di viveri, e le pessime condizioni igieniche che favoriscono un’epidemia di peste, minano l’esercito crociato impegnato nell’assedio di Antiochia.
Fortunatamente a salvare la situazione giungono preziosi aiuti da Genova ed Antiochia cade nel giugno del 1098.
Solo nel 1099 la marcia dei crociati riprende verso Gerusalemme che nel mentre è stata strappata ai Turchi dal califfo arabo di Egitto.
Dopo oltre un mese di assedio Gerusalemme viene conquistata dai crociati e il Sacro Sepolcro liberato.
Conseguenze della Crociata
I territori strappati dai crociati ai Turchi ed agli Arabi non vengono tutti consegnati all’impero di Bisanzio come era stato stabilito ma si formano molti stati feudali con a capo i maggiori condottieri tra cui Goffredo di Buglione ebbe il Regno di Gerusalemme.
In tal modo il feudalesimo che volgeva al termine in Europa, sembrava espandersi in Oriente.
In occidente la guerra oltre a dissanguare le famiglie feudali, ebbe molte altre conseguenze: il flusso costante in Terra Santa per aiutare i Cristiani portò a rapporti sempre più stretti tra Oriente ed occidente, a tutto vantaggio delle città marinare, quali Venezia, Pisa e Genova che raggiunsero grande prosperità con gli scambi commerciali.
Notevoli anche le conseguenze culturali delle Crociate, perché il moltiplicarsi dei contatti con l’Oriente bizantino e musulmano fece riscoprire all’Europa i tesori della cultura ellenistica.
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