Riassunto delle "Repubbliche Marinare” ovvero della nascita, le lotte e il declino di quelle città portuali la cui risorsa fondamentale fu il mare e che godettero di autonomia politica e di grande prosperità tra il X e l’XI secolo.
Lo sviluppo generale che investe tutta l’Italia nell’anno mille porta alla formazione dei Comuni nelle regione interne e delle Repubbliche Marinare nelle regioni costiere, che sin dai loro inizi fondano la loro prosperità sull’attività commerciale.
Accanto alle condizioni generali che agiscono uniformemente sullo sviluppo di tutte le città marinare, ve ne sono altre particolari che concorrono a differenziare la sorte di ognuna di esse.
Le Repubbliche marinare più note furono quattro: Amalfi, Genova, Venezia e Pisa ed ebbero tutte governi repubblicani espressione del ceto mercantile.
Amalfi
Fra il X ed il XII secolo Amalfi ebbe un’importanza notevolissima nel Mediterraneo. Fu la prima repubblica marinara grazie alla sua posizione privilegiata che le consentiva di essere il tramite commerciale tra l’Europa cristiana, il mondo arabo e l’Impero d’Oriente.
Gli amalfitani fondarono molti scali mercantili in tutta l’Italia meridionale, in Sicilia, in africa e in Oriente, furono i primi ad utilizzare la bussola ed ad elaborare un codice commerciale e marittimo fissato nelle Tavole Amalfitane.
Decadde però precocemente a causa della formazione del regno normanno di Sicilia che le tolse la necessaria autonomia.
Pisa e Genova
Districatesi più tardi di Amalfi del contesto feudale, Pisa e Genova si affermarono nel Tirreno spostando l’asse dell’economia marittima sulle coste più settentrionali della penisola.
Dapprima alleate, Pisa e Geneva tra il 1015 ed il 1022, scacciano gli Arabi dalla Sardegna, nel 1034 si spingono fino alle coste dell’Africa settentrionale, attaccando Bona, nel 1091 scacciano gli Arabi dalla Corsica e fra il 1114 ed il 115 Pisa scaccia l’ultimo residuo arabo dal Mediterraneo, conquistando Maiorca.
I buoni rapporti tra Pisa e Genova, già incrinati nel secolo XII, per una contesa nata sulla divisione della Sardegna, andarono peggiorando per motivi di concorrenza commerciale.
Nel 200 le due repubbliche si dichiarano guerra e Pisa viene definitivamente sconfitta alla Meloria nel 1284.
Solo Geneva rimane a contendere il primato di Venezia la più grande e potente delle repubbliche marinare.
Venezia
Dopo essere stata disputata tra l’impero carolingio e l’Impero d’Oriente, era finita nell’orbita di quest’ultimo nell’812, ma godeva di una ampia autonomia. Nel corso del X secolo la repubblica afferma il suo predominio nell’Adriatico dopo una lunga lotta contro i pirati illiri tanto che nel 1004 il Doge Pietro II Orseolo assunse il titolo di Dux Venetiorum atque Dalmaticorum.
Anche se Venezia non aveva un pieno dominio sulla Dalmazia, disponeva di ottime basi per i suoi traffici internazionali.
Essa esportava sale, legname e ferro in oriente e ne importava tessuti, vino, olio, profumi, spezie che distribuiva a tutti i paesi d’Europa.
Inoltre i veneziani ricevettero dall’imperatore Alessio I libertà di commercio in tutto l’impero d’Oriente e l’esenzione da ogni imposta, per cui non potevano essere in alcun modo minacciati dalla concorrenza delle altre città marinare.
Molti veneziani risiedevano a Costantinopoli e da qui intraprendevano spedizioni commerciali nella Grecia, nella Macedonia, in Asia Minore ed in Egitto.
La ricchissima fioritura dei commerci portò al formarsi nella repubblica di una potente aristocrazia composta da grandi mercanti ed armatori che limitava il potere del Doge ed impedì ogni tentativo di instaurare un potere monarchico dinastico.
Nel 1172 il Doge viene affiancato da un Maggior Consiglio, composto da 480 membri scelti elettivamente ogni anno, tra le fila della potentissima aristocrazia mercantile.
Il predominio di Venezia nel Mediterraneo viene minacciato nei secoli successivi solo dall’espansione dell’Impero Ottomano nonostante la grande vittoria di Lepanto del 1571.
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