Il riassunto del trentaduesimo capitolo dei Promessi Sposi in cui il Manzoni continua la descrizione della peste e delle vicende storiche, descrivendo lo stato di sofferenza e miseria in cui versa la popolazione.
Il governatore di Milano, impegnato nella guerra e nell’assedio di Casale, si disinteressa della peste che dilaga nella città ed il popolo si rivolge al Cardinale Federico Borromeo perché faccia una processione portando attraverso la città la salma di San Carlo, per invocare l’aiuto divino.
La processione si svolge, ma aumenta il contagio ed i morti arrivano fino a cinquecento al giorno. Gli ecclesiastici, su invito del Cardinale che opera in prima persona, si prodigano, senza curarsi dell’eventuale contagio, nell’assistere i malati.
Ma accanto a questi esempi di altruismo, si verificano furti e violenze di ogni genere commessi ai danni dei malati da gente senza scrupolo.
I monatti, addetti al trasporto ed alla sepoltura dei cadaveri, diventano padroni della città: rubano, saccheggiano ed estorcono danaro alle famiglie colpite dalla peste e addirittura cercano di facilitare il contagio fonte di ricchi guadagni.
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