Riassunto Trentatreesimo Canto Inferno Gratis


Riassunto Trentatreesimo Canto Inferno

Riassunto gratuito del trentatreesimo canto dell’Inferno dove vengono puniti i traditori della patria, degli amici e dei commensali immersi nel ghiaccio fino al collo. E’ il canto più famoso e drammatico della Divina Commedia.

I traditori della patria: Dante incontra il conte Ugolino 

I due poeti sono nel Cocito. I traditori sono immersi nel ghiaccio in varie posizioni, alcuni sono in posizione verticale, alcuni orizzontale, alcuni col capo in giù, altri formano un arco con la testa che tocca i piedi. Il ghiaccio attraverso la trasparenza ne rivela la posizione.
Due dannati sono immersi nella stessa buca ed uno rode ferocemente il cranio dell’altro. Dante si avvicina per conoscere le ragioni di tanto odio e ferocia ed allora uno di loro, Il Conte Ugolino della Gherardesca, solleva la bocca “ dal fiero pasto” e gli racconta la sua tragica storia nella speranza che le sue parole procurino infamia a colui che egli rode, l’arcivescovo Ruggeri degli Ubaldini.

Ugolino tradito dall’Arcivescovo Ruggeri viene imprigionato con i figli e nipoti

Ugolino, Podestà di Pisa,dopo la sconfitta dei Pisani nella battaglia della Meloria, sui era rifugiato fuori città, quando vi era rientrato con l’accordo dell’Arcivescovo, era stato tradito da questi e catturato ed imprigionato insieme ai suoi figli e nipoti.
Ugolino racconta a Dante con parole tragiche il presentimento della fine triste per se e per i suoi figli , egli aveva infatti fatto un sogno premonitore in cui un lupo veniva inseguito da cagne feroci che alla fine lo raggiungono e lo dilaniano. Ed infatti non solo ai prigionieri non viene portato ne acqua ne cibo ma sentono inchiodare l’uscio della prigione. In una settimana i prigionieri muoiono e per ultimo Ugolino consumato dallo strazio. Alla fine del racconto Ugolino riafferra con maggior ferocia il teschio di Ruggeri e lo azzanna.

Dante arriva nella Tolomea dove vengono puniti i tradtori degli ospiti: Alberigo dei Manfredi

Dante prorompe in un’invettiva contro Pisa che si era accanita così crudelmente contro gli innocenti, poi i due poeti proseguono il loro cammino e giungono nella Tolomea dove sono puniti i traditori degli ospiti.
Uno dei dannati chiede ai poeti di togliergli il ghiaccio dagli occhi che gli impedisce di piangere. E’ Frate Alberigo dei Manfredi capo dei Guelfi di Faenza che dopo aver invitato alcuni parenti ad un banchetto, li fa trucidare.
Per questo delitto la sua anima era discesa all’Inferno prima che la parca Atropo avesse reciso il filo della vita, cioè prima che il corpo morisse.
Il dannato chiede dunque a Dante di mantenere la sua promessa, ma Dante si allontana senza mantenerla, anzi lanciando un’invettiva contro i genovesi che sono tanto malvagi che dovrebbero essere cancellati dalla faccia della terra.

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