La grande rivoluzione culturale proletaria, nota col nome di Rivoluzione culturale cinese fu lanciata da Mao Zedong nel 1966 ed è una ripresa più radicale delle stesse idee che avevano ispirato il Grande Balzo in avanti che era stato un tentativo di passare dal regime di democrazia popolare alla società comunista, senza passare per quella che l’ideologia marxista definisce fase socialista.
Il Grande Balzo
Nonostante la riforma agraria e le cooperative agricole, il grande Balzo si era rivelato un fallimento.
Le frazioni del PCC ostili alle utopie rivoluzionarie di Mao si erano notevolmente rafforzate, tanto che Mao, pur conservando la direzione del partito, aveva dovuto cedere la presidenza della repubblica al suo avversario Liu Shao chi.
Guardie rosse e processi sommari
Mao però, grazie al generale Lin Piao, era riuscito a conservare il controllo dell’esercito e con l’aiuto dei militari preparò la sua rivincita.
Nel 66 scatena la rivoluzione culturale volta a ripristinare l’ideologia marxista leninista, il cui simbolo divenne il Libretto Rosso che conteneva il Mazodong pensiero, diffuso dai militari.
La violenta campagna condotta dalle Guardie Rosse nelle città e nelle campagne colpisce tutti i dirigenti che avversano tale linea politica e per oltre un anno tenne la Cina in uno stato di scompiglio facendola giungere sull’orlo della guerra civile.
Numerosi dirigenti del partito e dell’Università, accusati di filo capitalismo e processati sommariamente, vengono allontanati dalle loro cariche e Liu Shao chi viene rimosso dalla presidenza della repubblica.
Gli scontri più gravi della Rivoluzione Culturale accadono nel 1967 a Wuan e Canton.
Restaurazione e demaoizzazione
Tra la fine del 67 e l’inizio del 69 la rivoluzione culturale, che stava precipitando il paese nell’anarchia, viene frenata dagli stessi capi che avevano contribuito a scatenarla. Molti dirigenti, condannati come reazionari, vengono riammessi nelle loro cariche, le guardie rosse vengono smobilitate.
Dopo la morte di Mao nel 1976 i nuovi dirigenti, guidati da Deng Xiaoping, perseguono una politica di rapido progresso nel campo dell’agricoltura, dell’industria, dell’esercito e della preparazione tecnico scientifica e la Cina diventa uno dei protagonisti della politica internazionale.
Viene abolito il culto del mazedong pensiero anche se Mao resta venerato come fondatore della Repubblica Popolare.
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