Breve riassunto di quel periodo storico, compreso tra il 200 ed il 300, in cui in Italia si affermano le Signorie, mentre in Europa occidentale si formano gli stati Nazionali.
Le Signorie sono stati sovrani che riescono a realizzare un certo equilibrio tra le classi sociali a cui il signore impone la propria volontà sovrana, e che riescono a respingere le molteplici pressioni esterne.
Dal Comune alla Signoria
Durante il 200 molti comuni italiani mutano le loro strutture giuridico - politiche trasformandosi in Signorie, affidando cioè il governo ad un solo Signore, che riesce ad imporre il suo personale potere sulle magistrature comunali. Tale fenomeno è dovuto in parte alle carenze della vita politica comunale, che non riesce a creare situazioni stabili, a causa dei contrasti tra le fazioni cittadine, ed in parte alla spinta del contado tenuto dai comuni in condizioni di inferiorità giuridica ed economica.
Il Signore conquista il potere attraverso vie apparentemente legali, è spesso un magistrato, un capitano del popolo o gonfaloniere che riesce a rimanere in carica oltre il tempo prescritto e che riesce a farsi riconoscere signore della città dapprima per dieci - venti anni, poi a vita e col diritto di trasmettere la carica ai suoi eredi.
Anche se di origini nobiliari, il signore dunque non si afferma per diritto feudale, né per investitura imperiale o papale ma per la sua abilità e capacità, gode generalmente dell’appoggio di una fazione e si sforza di far valere la legge per tutti, cittadini e contadini, non esitando a rompere con la fazione che lo ha aiutato nella sua ascesa.
Per tali motivi la Signoria è un notevole progresso rispetto al comune, un piccolo stato più omogeneo ed ordinato, capace di imporre e far rispettare le leggi, del tutto simile agli stati Nazionali dell’Europa occidentale.
Le signorie favoriscono la vita produttiva ed economica dando maggiore sicurezza e tranquillità alle categorie imprenditoriali.
Le maggiori Signorie italiane
Le Signorie si sviluppano soprattutto nel Nord dell’Italia e furono in parte di origine comunale ed in parte di origine feudale.
Tra le Signorie di origine feudale, in cui un grande signore feudale riesce ad imporsi sulle città sviluppatesi nel suo feudo, si distinsero quella dei marchesi di Monferrato e dei conti di Savoia che imposero il loro dominio in Piemonte ed in Savoia e quella di Ezzellino da Romano che impose la sua autorità su molte città del Veneto come Trieste, Verona, Padova e Vicenza.
Il suo dominio però si dissolse rapidamente perche venne sconfitto dai suoi avversari a Cassano d’Adda nel 1259; da esso nacquero signorie più piccole come quella degli Scaligeri a Verona, dei Da Carrara a Padova e dei Da Camino a Treviso.
Di origine comunale furono invece le signorie dei Bonacolsi e dei Gonzaga a Mantova, degli Estensi a Ferrara e dei Visconti a Milano.
Firenze riesce a mantenere in vita le istituzioni comunali molto più a lungo di tante altre città perché il popolo grasso, fino alla metà del 300 seppe accettare la collaborazione delle classi medie.
Solo dopo la rivolta dei Ciompi , i salariati dell’industria della lana, che esigevano grandi concessioni, il potere passa dall’oligarchia cittadina nelle mani di una sola famiglia, quella dei Medici, che instaura la Signoria anche in Firenze.
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